Di Ruggero Ravelli
Babbo Natale è il personaggio che distribuisce doni ai bambini nella notte della vigilia di Natale, presente in tante culture.
Deriva da San Nicola vescovo di Myra (nell’odierna Turchia) dove si dice che trovò cinque bambini rapiti e uccisi da un oste, li riportò in vita: da lì fu considerato protettore dei bambini, è il protagonista di diversi racconti che cambiano in ogni Paese.
Ad esempio in Germania si pensa che nel periodo natalizio il Dio Odino preparasse una grande battuta di caccia e la gente del posto doveva lasciare un paio di stivali in cui mettevano il cibo per il suo cavallo volante: Sleipnir. Nella tradizione nordica egli viene raffigurato come un pastore liturgico, con un vestito religioso come se fosse un papa, viaggia con una capra con la quale distribuisce i regali.
Nella vigilia di Natale in molti paesi si fanno delle offerte: negli Stati Uniti ad esempio si preparano delle offerte (del tipo carote per le renne, latte e biscotti ecc.) e al loro posto si troveranno dei regali, ma secondo la tradizione ci si deve comportare bene tutto l’anno per far si che Babbo Natale porti i regali solo ai bambini buoni, mentre a quelli cattivi porterà il carbone.
Nei paesi anglofoni viene chiamato Santa Claus. Il Babbo Natale di oggi rappresenta il portatore di doni di ispirazione religiosa e popolare così come venne raffigurato per la prima volta nel XVII secolo in Inghilterra descritto come un signore barbuto e corpulento vestito di un lungo mantello verde e ornato di pelliccia. Charles Dickens lo usò per rappresentare lo spirito del Natale presente, nel suo famoso libro: Christmas Carol

Esistono moltissime confezioni per riprodurre perfettamente qualsiasi personaggio o ambientazione vi venga in mente, con istruzioni con diversi livelli di difficoltà; ma ciò che mi sento vivamente di consigliare, sono le confezioni con mattoncini di diversa forma e colore che lasciano libero spazio alla creatività di ogni bambino, senza fornire modelli impostati.





Il leader di questo paese è Jack Skeletron, re delle zucche e spirito di Halloween, infatti la festività viene sempre organizzata da lui insieme al “Sindaco” durante l’intero anno. Ma Jack è stanco di continuare a celebrare la stessa festa ogni anno, così gli capita spesso di aggirarsi per il cimitero accompagnato dal suo cane Zero e cantando la canzone “Re del blu re del mai” in cui esprime tutta la sua noia. Un giorno, proprio mentre è intento a cantare, Jack viene seguito di nascosto da una bambola umana di nome Sally, segretamente innamorata di lui perché non riesce a svelargli i suoi sentimenti. Dopo questo episodio Jack si avventura nella foresta per riflettere e finisce nel mezzo della boscaglia dove vede ben sette porte che hanno accesso sulle “città delle feste”. Jack viene incantato e poi risucchiato da una porta a forma di albero di natale, si ritrova nel Paese di Natale pieno di luci, regali, dolci e felicità. Non voglio andare oltre per evitare di rovinare la sorpresa. Chiunque pensi che questo sia un film horror si sbaglia di grosso, nonostante il protagonista sia un mostro di Halloween trasmette molta umanità. Devo ammettere che è stata coraggiosa l’idea di inserire in un film dedicato al Natale, delle creature mostruose, benché siano convincenti l’animazione e l’interpretazione degli attori. In parole povere questo è un capolavoro degno di merito, è incredibile che per essere ispirato al regista Burton è bastato vedere un negozio che scambiava le decorazioni di Halloween con quelle di Natale. È proprio il caso di dire che questa volta la Disney si è fatta sfuggire un bel capolavoro.
di Sara Devito